Politica Low Cost

perché questo blog si chiama così?

La politica low cost

Walter Veltroni il sindaco di Roma organizza “eventi” politico-mediatici: lezioni di politica, a pagamento il cui ricavato è ovviamente devoluto in beneficenza. Migliaia di persone vanno ad ascoltare le sue lezioni composte da una marmellata di riferimenti: Barak Obama, Hanna Arendt, Olaf Palme, Enrico Berlinguer, Pierpaolo Pasolini, Nelson Mandela, il reverendo Jackson, Martin Luther King, Bill Clinton, Al Gore, il Mahatma Ghandi, Federico Fellini. Tutta questa carne al fuoco è retta da una griglia costituita dall’ideale “democratico” e dalle sue declinazioni solidal-liberal-planetare. L’aveva gia fatto Giovanotti con “Penso positivo” in cui stavano insieme San Patrignano e Madre Teresa, “Che” Guevara e un piccolo grande prete di periferia che combatte l’ingiustizia del mondo nonostante le gerarchie vaticane. Le lezioni di Veltroni, che si è ovviamente ispirato a Giovanotti, sono pubblicizzate, frequentate, fanno notizia.

Cosa c’è dentro? Il risultato è un opera di pop-politica dalle tinte rosa e verde acido, in cui tutto è nominato e citato esclusivamente per far quadrare il cerchio. La storia è rappata come un insieme di pezzi di mosaico esplosi e ricomposti a piacimento per spacciare orizzonti onirici e visionari, immagini, moderne eppure mitologiche, incassare adesioni a proposte politiche in stile minimal-romantico. Insomma si propongono soluzioni rapide e intelligenti, esteticamente sostenibili, collegate. Riescono a convivere il silicio e i villaggi africani, i mega schermi al plasma sul vetrocemento dei grattacieli e i borghi medievali, il pensiero politico rivoluzionario del novecento e la democrazia come mera procedura, il sogno dell’uomo partecipante globale e le sette tecnocratiche degli organismi internazionali.
Il senso e fondamento di queste lezioni è tuttavia, per certi versi, rivoluzionario come le tariffe Ryanair, gli oggetti di Wal Mart, i mobili Ikea: produce un approccio low cost alla politica.


I beni di consumo low cost consentono l’accesso a consumi storicamente appannaggio della classe media anche alle fasce economicamente deboli dando a questi l’impressione che si può essere felicemente inclusi nel circolo dei beni di consumo che marcano la mobilità sociale. In realtà l’identificazione delle classi agiate oramai non è più collegata alla quantità dei beni di consumo a cui si accede, ma ad altre variabili come la qualità, le modalità di fruizione, altri beni come quelli immateriali. Spacciano la percezione che si tratti di mobilità sociale ma è in realtà un falso movimento. I beni low cost insomma costano poco, sono facilmente accessibili, si consumano subito, lasciano poche tracce e immediatamente spingono al consumo di quelli successivi.

La politica low cost è simile. Non implica militanza, presenza, attenzione, richiede solo un minimo di informazione superficiale, cioè non costa impegno, capacità critica, costruzione, identificazione.

Perchè sacrificarsi per costruire un viaggio costoso che mi consente di visitare luoghi, sentire odori, parlare con la gente del luogo, riflettere sull’alterità che incontro se mi preparano un pacchetto tutto compreso in cui queste cose sono progettate e incluse a basso costo? In fondo ciò che conta è tornare al lavoro e dire: “lì ci sono stato”, anche se di viaggio in quel contesto c’è poco.
Allo stesso modo, perché impegnarsi, dubitare, approfondire, parlare con gli altri, sostenere il costo della partecipazione alla vita politica del Paese se tutto mi viene scodellato in un evento che posso godere i poltronissima o davanti al televisore o in una adunata di piazza modello telegatti, dove per tenere insieme gli spettatori devo assoldare il noto di turno (cantante, attore, presentatore, insomma uno dei centinaia di funzionari dell’intrattenimento televisivo disponibili sul mercato)? In fondo ciò che conta è dire “ho partecipato”, anche se di partecipazione lì dentro non ce n’è.

Eppure la politica Low Cost suscita la sensazione che l’orizzonte è lì a portata di mano, che tutto è possibile, che tutti possono non consegnare la propria esistenza alle visioni apocalittiche del raggiungimento della capacità di carico del pianeta, delle guerre, dello scontro di civiltà, della crescita esponenziale della popolazione mondiale. La politica low cost non chiede uno sforzo di critica, non chiede ad esempio coscienza di classe, o coscienze nuove, collegate al mutamento del sistema economico, non chiede consapevolezza della propria condizione e soprattutto non chiede una militanza forte, l’identificazione con un interesse, una condizione sociale. E’ necessaria soltanto una leggera attenzione, tanto è lei che ti viene a cercare con la sua azione di marketing e magari ti dà l’occasione di passare due ore all’Auditorium, come per vedere uno spettacolo.

Sembrano in realtà delle grandi adunate di sette della new age democratica, eventi dal vago sapore di convention americane, lontanissime dai comizi di piazza che hanno fatto la storia dell’Italia repubblicana. In questo modo la politica è svuotata di senso, diventa un esercizio di stile sorretto da aggettivi che lasciano interdetti: “la bella politica”, “la politica normale”, “la politica corretta”. La saga aberrante dei giudizi estetici produce alienazione, delirio, visioni astratte: ognuno può identificarsi con quanto di buono c’è nella politica e sognare “I care”.
La politica è insomma ridotta a Evento la cui struttura portante è preconfezionata e servita con l’ausilio di slides, proiezioni di foto, video, musica.
La politica ha il suo story board, la sua sceneggiatura, la sua regia.

Ha un inizio e una fine. Poi, il sipario.

L’evento per sua natura è includente, pensato per omologare tutti al punto da produrre frustrazione in chi non ha potuto parteciparvi e senso di orgoglio e soddisfazione per chi può dire “io c’ero”.
Ho imparato studiando filosofia del diritto che la politica è al contrario escludente e parziale. Io sono bianco, tu nero. E’ la condizione necessaria e assoluta, altrimenti diventa altro. Nella politica non siamo tutti uguali ci sono idee diverse che si combattono. Essa presuppone l’atto di prendere in mano una bandiera e sventolarla. Dallo scontro e dalla mediazione politica nasce poi il diritto, il sistema delle regole che governano una comunità, che è invece includente e generale: non potrebbe essere altrimenti.

Dallo scontro tra idee politiche del movimento operaio e con quelle liberali e dell’impresa nasce lo statuto dei lavoratori, cioè il diritto, che si applica a tutti, datori di lavoro e lavoratori. Così ha sempre funzionato la politica come sistema di creazione di regole di convivenza tra interessi sociali contrapposti. Dallo scontro di idee e valori del movimento progressista di emancipazione della donna e l’ideale cattolico del ruolo della donna nella società nasce la stagione di riforma del diritto di famiglia, cioè del codice civile che riguarda tutti i cittadini.

Nella politica low cost questo schema salta; essa è invece la confusione degli ambiti è una politica includente, si rivolge a tutti, ha la pretesa di piacere a tutti gli interessi. La politica low cost non sventola nessuna bandiera. Parla a tutti, è ambigua, subdola, non sai cosa c’è veramente dentro. Ma c’è di peggio: essa non nega l’esistenza di una differenziazione di interessi, ne nega il confronto nella società. E’ una politica che gli interessi li media prima, nasce come politica già mediata alla fonte, nei salotti, nei camper, nei convegni a base di politicamente corretto, insomma nei luoghi che contano in cui le lobby e le corporazioni si incontrano. E’ una politica in cui lo scontro è già composto dietro il proscenio. Quando esce deve solo essere convincente, gradevole, avere glamour, parlare indifferenziatamente. Per questo la forma del suo manifestarsi è qualcosa di non visto, di nuovo. E’ comunicazione, spettacolo, preghiera laica, kermesse, seduta psichica di massa, evento, organizzazione, procedimento.

La politica low cost ha però bisogno di un riferimento culturale, di una formula che sia allo stesso modo suadente, che abbia l’appeal per sedurre, ma allo stesso tempo che riesca ad essere così generica da non implicare mutamenti di struttura e di composizione dell’assetto degli interessi economici e sociali. Questo riferimento è l’orizzonte democratico.

Democratico è tutto. Partire dal “democratico” vuol dire porre le condizioni per non spiegare nulla, per non prendere posizioni o peggio per identificarsi con tutti gli interessi in gioco.

Ma qui viene il bello. Se mi identifico con tutti gli interessi vuol dire che non ne scelgo uno. Vuol dire che gli assetti dati sono dati e che la sfida non è mutare l’assetto degli interessi ma solo governare tale assetto immodificabile. Governare, gestire, amministrare. La retorica del democratico svuota l’essenza stessa della politica come scontro di interessi trasformandola in pratica gestionale, in amministrazione tecnica di assetti immodificabili.

Immodificabili, come il potere del sovrano prima della rivoluzione francese. Non c’è nulla di più autoritario, oggi, dell’ideale democratico.

A chi parla Veltroni? Veltroni parla alle elite, elite medie e abbastanza omologate, scolarizzate, mediamente televisivizzate, impegnate si, ma non al punto da esercitare dubbi e critiche radicali. Cittadini evoluti e globalizzati, guardano i films di Muccino, ascoltano Giorgia, leggono Baricco, guardano il calcio ma con distacco, prendono felicemente la bici la domenica di blocco del traffico e pensano che sia una rivincita rivoluzionaria contro assunzione costante di ossido di carbonio dei restanti sei giorni della settimana. Insomma gente che è disposta a pagare 5 euro per ascoltare un politico. Merce rara, ma che conta. Brava gente, insomma, l’Italia “che lavora, che si dispera, che si innamora”. Ma è tutto qui.

Le periferie tanto non contano perché non hanno capacità di organizzarsi intorno a bisogni: hanno reality show, droghe, calcio, consumi alla moda sufficienti a tenerne a bada la coscienza. Al limite non votano e vanno al mare, perché in Italia storicamente chi si astiene va al mare. Solo che questi a differenza dell’epoca di Bettino Craxi non vanno più a Ostia, vanno a Sharm El Sheikh con volo Low Cost, per una settimana all inclusive, a soli 690 euro.

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6 commenti | Lascia il tuo

Scritto da luca il 20 Maggio, 2007

Ci sono 6 commenti »

  1. “Ora è ben noto che quando questi fiori sono presenti in gra numero, il loro odore è così potente che chiunque lo respiri cade in un sonno profondo, e se il dormiente non viene portato lontano da questo profumo egli continuerà a dormire per sempre”.

    L. Frank Baum, Il meraviglioso mondo del mago di Oz.

    Commento di Claudio - Il 22 Maggio 2007 alle 15:11

  2. La favoletta dell’italica barchetta sempre ferma ed ancorata all’obsolescenza!

    (della barca e degli strumenti.. della fagocità predatoria degli attuali Capitani… si rimette ai (prossimi) posteri l’ardua sentenza!?)
    Quale “democrazia domani?!?” Fra democrazia “LOW COST” matura - estesa – percepita, autoreferenzialità & cattività !
    Quindi prima di surriscaldare l’arrembaggio ed arrivare frettolosamente ad impropri e/o magri anacronistiche soluzioni sarebbe più opportuno riflettere per meglio attrezzarsi nelle opportune maniere per rendere l’”italiota barchetta” una vera e propria “italica orgogliosa barca” più completa con timone e vela altrettanto integri ed allocati nelle loro appropriate congeniate sedi in moda de renderla efficiente ed efficace nel solcare competitivamente gli oceani… rimuovendone appunto gli effettivi ingombri che le precludono ogni suo normale, naturale, fisiologico sviluppo verso una più piena libera, aperta e pregna maturazione, rispetto a quanto avvenga con l’usualmente modalità che tenendola ancorata alla solita famigerata totemica obsolescenza rappresentata dai suddetti incompleti, parziali ibridi mal congeniati modelli elettorali dal Mattarellum” al “Nespolum”all’attuale “Porcellum e/o prossimo Guzzettam il quanto ci mantiene fermi* (vedonsi Istat-UE-FMI) prigioniere dell’ennesima riprodotta inconsistenza nello spazio tempo! Modelli che pur vetusti ci vengono propinati in un altrettanto anacronistico pedissequo monodinamico modo che la mantiene in siffatta cattività diventando una e propria “persecuzione” in cui veniamo a ritrovarci.
    Un’ accanimento cui viene in continuazione sottoposta per impropria ed imparziale maniera nell’allocazione dei suoi basilari strumenti di bordo: timone e vela (boma) costringendola a rimanere impaludata e ferma!
    Quando dovrebbe essere assodato da “millenario pragma” che una barca normale al di là delle categorie d’appartenenza (laser, optimist…. quindi, OCSE, NATO o paese in via di sviluppo, ecc.) dovrebbe possedere in modo funzionali e correttamente congeniati ed allocati con la opportuna razionalità tecnica dei mezzi: una vela ed un timone Giacché talora la scelta d’avalutatività dei mezzi, non lo scopo costituiscono il problema! (Max Weber)!
    Ai quali per semplificazione riserveremo per simbolica analogia al
    • TIMONE la funzione del
    MAGGIORITARIO che “incardina” al meglio la
    “KRAZIA” dell’autorevolezza, della decisionalità e della forza delle istituzioni pertanto, ben ne rappresenta la
    “Ragione” la
    GOVERNABILITA’ - e “girando” sull’induzione
    CENTRIPETA
    ed alla
    • VELA (nello specifico al BOMA) quello del
    PROPORZIONALE che ne rappresnta per complementarietà la
    RAPPRESENTATIVITA’ riproduce il
    “DEMOS” che al meglio ne raffigura la
    “Passione” - e gira sull’induzione
    CENTRIFUGA distributiva-
    da’ origine nei fatti ad una multiate (Bobbio)
    e non ultimo inequivocabilmente
    • La “Sicurezza nel futuro” che ce la dobbiamo sudare dall’impegno di ognuno di noi ingenerando quel effettivo senso di appartenenza per ricaduta dai suddetti presupposti ricercando concreta risposte costruttive alle sfide dell’incertezza ….acquisendo modi alternativi di guardare le cose! Giacché alla “Monod” “le novità si ottengono arrangiando in modo inedito le cose del passato!”….articolandole ed organizzandole alla: Deming, Goffman, ecc…”!
    Assunto che ogni barca a ben vedere… senza vela e timone o resi questi sottodimensionati con limitati strumenti limitanti non potranno che esserlo i risultati… Pertanto, la debolezza strumentale non potrà che divenirne debolezza operativa! ed altrettanto modo non potrà accadere quando trattasi di sistemi elettorali condizionanti il SISTEMA PAESE - ITALIA!…
    Allora, affinché la “barca” possa non soltanto galleggiare ma, effettivamente correttamente navigare e, quindi illusorio prefigurare il solcare… quanto più difficile lo diverrà con un siffatto scombinato mal congeniato ciclico alterno incompleto disarticolato procedere dati i suddetti limitati e mal assemblati mezzi pretendere di poter competere scarsi non potranno che esserne i risultati e le ultime rilevazione UE quanto quelle FMI dichiarano che siamo, nonostante i sacrifici propinatici risultiamo “stabilmente” ultimi e fermi* Sì. Proprio così, volenti e nolenti, l’Italia è ferma! Quale ulteriore conferma dalla quale evincere che anche il sistema elettorale è obsoleto, incompleto!..
    Appunto una barca normale dovrebbe esser provvista di entrambi i suddetti indispensabili complementari strumenti: vela (boma) e timone ed entrambi dovranno trovare la corretta appropriata loro distinta allocazione in pertinenza di livello e di pescaggio “sotto & sopra” affinché, la complementare coazione equilibrata di entrambi di questi strumenti (commutativa - rettificatrice), permetta una più virtuosa gestione di governo implementando l’aspetto della complementarietà governativa con quella distributiva indicizzata sulla rappresentatività per così poter meglio rispondere alle istanze ed alle esigenze della cittadinanza e delle stesse “istituzioni” per contestualmente “giustificare” legittimando “tanto la politica quanto le politiche” e, meglio annullare per contrasto all’insorgenza d’ogni ’antipolitica!
    Pertanto entrambi gli strumenti timone e vela, per meglio gestire l’azione di governo nel procedere, si rendono indispensabili e necessari al fine di gestire – governando le induzioni intrinsecamente imperniate sulle dinamiche
    centripeta rappresentata dalla Governabilità (dal timone del MAGGIORITARIO e
    centrifuga rappresentate (dalla vela - boma) dal livello di base del PROPORZIONALE
    per poter alla bisogna essere in modo puntuale, equilibrato e/o complementare azionati in ogni momento calibrandone l’opportuna intensità ed inclinazione (in gradi) alla bisogna.
    La cui efficienza ed efficacia risulterà direttamente proporzionale alla efficienza con la quale saranno correttamente e completamente senza impedimenti (soglie) stati montati per esprimere il massimo della loro funzionalità per prestanza d’azione da imprimere per raggio d’azione da poter imprimere “in acqua quanto nell’aria al vento dimostrando intrinseca agilità e flessibilità! Tutto questo per non comprometterne la stessa navigazione vanificandola ancora sul nascere alla partenza d’ogni tappa spazio temporale!
    giacché “il potere del mezzo lo divenga in rapporto alla profondità* e che l’attuabilità divenga possibilità in rapporto alla complessità!” (N. Bobbio)
    Imperocché un vero completo sistema abbisogna della indispensabile complementare imprescindibile presenza di entrambi gli strumenti: Vela (boma) e Timone quanto del Proporzionale e del Maggioritario al fine di rendere funzionale ed efficace l’azione di governo della stessa barca dall’equilibrio di galleggiamento in mantenimento per ovviamente speditamente poter meglio procedere, navigare, solcare, gli oceani e risultare competitiva!
    In ultima analisi, senza questi elementari basilari strumenti: vela e timone mancherebbero i presupposti per poter qualificarsi come sistema completo barca quanto di sistema paese completo che ambisca diventare una democrazia maturità senza voler assumerne tali prerequisiti di strutturale funzionalità senza quelli di Proporzionale e Maggioritario!
    Pertanto senza un sistema elettorale completo difficilmente ci si potrà muovere se non provvisto in altrettanto modo degli essenziali basilari complementari controbilancianti strumenti come precedentemente esposto rappresentati dal: Timone che ne rappresenta il MAGGIORITARIO per assolvere alla funzione incardinata sulla Governabilità; quanto dalla Vela (nello specifico al boma ) che ne rappresenta il PROPORZIONALE per svolgere la funzione imperniata sull’induzione della Rappresentatività
    Quindi, senza questi “naturali fisiologici” prerequisiti si manterrà soggiogato l’intero Paese ad una continuativa perversa transizione istituzionale esasperante, logorante come già da decenni continuativi è in atto e, vi restiamo così continuando inchiodati rimanervici in un siffatto anacronistico se non si provvederà come suddetto modo costantemente vittime di un siffatto autoreferenziale gioco dell’oca! L’ultimo referendum al varo: Guzzettam!? Non potrà che essere da meno! Giacché s’impianta e si estirpa, in modo indefesso ed a-sistemico, con ciclica alterna (sconnessa) artefatta faciloneria “il boma” rimpiazzandolo con il solo timone” o viceversa, oppure pur mantenendo boma e timone facendone per prolungamento un tutt’uno si ibrida la barca…. Eloquenti ne sono stati i modelli sin qui testati dal Mattarellum” al “Nespolum”all’attuale “Porcellum quanto lo sarà con il prossimo mortaretto: Guzzettam!
    Poiché non lo potrà mai essere un sistema o passar per sistema completo, quello dell’
    • impiantare sulla stessa asta dell’albero della vela (oltretutto ridotta del 25% rispetto al suo potenziale) il timone (altrettanto decurtato del 75%)
    oppure,
    • viceversa, piantando sul timone l’albero della vela per prolungamento ottenendo un tutt’uno
    quando da un siffatto inconcepibili, esecrabili e scandaloso procedere mai, si potranno ottenere “sistemi” con risultati positivi! E, come suddetto, le cronache della realtà con le ultime rilevazione UE quanto quelle FMI imprescindibilmente lo dimostrano che siamo “stabilmente” ultimi e fermi e ce lo rinfacciano quotidianamente dell’inefficacia e dell’inefficienza del sistema in corso!
    Giacché da tutti questi intrinsecamente incompleti - limitanti modelli non si potranno di conseguenza attendere che limitati risultati se non perversi quanto lo sarebbe ricorrendo ai soliti suddetti famigerati incompleti od ortopedici modelli frutto di impropri imbastardimenti che non potremmo che farci ritrovare dove siamo: fermi, immobili e bloccati se non rischiando malauguratamente di ritrovarci per effetto di un nuovo decretato affrettato riformismo incardinato sul solo decisionismo di casta con abbia un automobile a due soli blindati cingoli quanto un potenziale immanente a sorpresa bipartitismo chiuso potrebbe racchiudere per meglio inglobarci rispetto quanto ogni mezzo attrezzato con buon senso dovrebbe minimamente esprimesi con le sue appropriaste quattro ruote (più una di scorta) se automobile su strada trattasi e, con una vela (boma) ed un timone correttamente allocati se per mare!?
    Quindi, per non venirne gabbati! Bisognerà muoversi darsi da fare per attrezzarsi a rendere funzionale la barca altrimenti si rischia di morire d’asfissia o da soffocante per impaludamento promosso da una siffatta sempre più chiusa a riccio autoreferenzialità!
    Pertanto il Il sistema SEMIALTERNO “è” un sistema a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto e la sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a “mandate”(votazioni) elettorali PROPORZIONALI PURE, (la cui purezza dipende da come si ritagliano i collegi, ovviamente, più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti, agendo indirettamente così a mo’ di fattore di soglia), quando la “situazione” si rendesse priva di governo od andasse in stallo (ovvero la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi, ad esempio prima degli attuali cinque anni “art. 60”) il SEMIALTERNO richiama una mandata elettorale (votazione) ad induzione PREMIO di MAGGIORANZA e/o MAGGIORITARIA, (ovviamente, anche qui, “la mandata con premio” risulterà tanto più efficace quanto numericamente ridotti saranno i collegi elettorali in cui sarà ritagliato il territorio nazionale, quindi, non “regionalista” come si presenta or ora ritagliato il Senato! Bensì nazionale!)
    Dopo, tale mandata con Premio di MAGGIORANZA, comunque, si ritorna alla mandata a “base PROPORZIONALE”. da cui il termine SEMIALTERNO!
    Quindi, SEMIALTERNO per incamminarci più nella aperta e libera profondità (Watzlawick) di una maggiore compiutezza della filogenesi democratica implementare e far suscitare l’entusiasmo necessario dei giovani quale linfa e lievito di un vero rinascimento aperto alle sempre nuove opportunità che una siffatta realtà enuclea ed offre!
    Per meglio rispondere al grido di libertà che viene dal futuro! By Giulio Mancabelli

    Commento di giulio mancabelli - Il 17 Agosto 2007 alle 22:02

  3. Thanks for sharing

    Commento di Doodee - Il 4 Febbraio 2008 alle 04:48

  4. Democrazia: la popolazione partecipa, sceglie e decide chi governa, per quel dato lasso di tempo, secondo la carta costituzionale italiana.
    Partiti: scaturiscono dalla pluralità di pensiero delle persone. Il partito che rappresenta la maggioranza della popolazione, determina il potere esecutivo dello Stato, e la popolazione oggi è in grado di vigilare su tutte le istituzioni.
    Politica: nell’era digitale, diventa trasparente e partecipata, per la diffusione in rete di tutte le informazioni su ciò che sta accadendo nel globo.

    Commento di Loredana Poncini - Il 16 Marzo 2008 alle 18:35

  5. Per non ritrovarci con la solita DEMOCRAZIA sempre al Verde e stesa sul verde coi NANETTI da svezzare e con BIANCA NEVE come badante!!!???
    Ovviamente, il rimborso per ogni voto ottenuto alle elezione può essere considerato come il Prof. Sartori attesta “un principio sensato! Ma, eventualmente per renderlo efficace e funzionale ad effetto virtuoso con l’insieme, va appropriatamente calato nel contesto il quale necessita opportuni aggiornamenti per essere adeguato alle esigenze che la nuova realtà impone, giacché solo così potrà sinergicamente inserirsi all’interno dell’intero mosaico elettoral istituzionale e completarsi assieme a quanto altrettanti tuttora parziali tasselli richiedono inderogabile adeguamenti. Questo si rende indispensabile per poter completare l’intero quadro elettoral istituzionale di riferimento. In quanto, ogni meccanismo per funzionare deve far sì che tutte le relative sue rotelline siano complete e correttamente allocate, nelle loro rispettive sedi di pertinenza, diversamente per il nostro BelPaese rimarrà sempre impaludato e fermo all’ultimo posto dei paesi dell’€urozone quanto tuttora purtroppo, ci sta “accadendo”! Pertanto serve introdurre:
    • un monocameralismo e non mantenendo un sì ridondante bicameralismo “perfetto” bensì
    • trasformando il senato in funzione federale;
    • riducendo comunque, il numero dei parlamentari;
    • revisionando i regolamenti parlamentari;
    • il tutto coadiuvato da un sistema elettorale completo quanto il SEMIALTERNO propugna quale indifferibile nuovo filtro (carburatore-motore di nuova generazione) che in modo organico e completo innesta e rende virtuoso l’insieme del mosaico nel suo complesso in modo tale da far risultare sin dagli ingressi, dalle front line, efficiente e concorrenziale a tutto tondo e glocalmente competitivo il nostro BelPaese. Pertanto serve mettere a sistema le risapute e più volte testate obsolete parzialità riscontrate negli attuali meccanismi elettorali dal Mattarellum al Porcellum per definitivamente incarreggiati articolandoli a sistema in modo completo e compiuto. Questo per ingenerare un virtuoso concorrenziale dinamismo autocorrettivo ed autorigenerativo che contrasti l’insorgere ed il mantenere viziose autoreferenzialità e/o perniciose autoavvitantesi deterrenze.… Solo così si potrà irradiare sistematica efficacia ed efficienza secondo i canoni e le prassi della qualità totale, globale incrementale alle Deming,. Kaizen, ecc. Tutto questo per glocalmente pareggiarsi ed equilibrarsi nel poter come sistema completo, meglio rispondere con adeguatezza alle impellenze delle prossimità, delle istanze, ecc. della cittadinanza… Facendo sì che il Sistema Paese risulti nel contempo efficace ed efficiente nel contestualmente riuscire a massimizzare implementandole: governabilità-decisionalità, rappresentatività, sussidiarietà ed economicità!
    Pertanto, indifferibile sul fronte elettoral-istituzionale risulta acquisire un sistema elettorale completo che renda autorevolezza all’istituzionale in modo (asintote-autopoietico) adeguato ai nostri tempi, giacché la democrazia per legittimarsi e funzionare deve trovare gli opportuni riferimenti, collegamenti e consolidati ancoraggi con i cittadini, iniziando dagli ingressi dalle leggi elettorali per incardinarsi e generare reciproci virtuosi alimenti. Criteri basilari per ricreare ed estendere senso d’appartenenza aspetto purtroppo estintosi ormai con la fine dell’era degli statisti e che ha dato inizio ai politici di casta per autoriproduzione che si perpetua in un siffatto modo con un irrefrenabile indebitamento pubblico tuttora in crescita ad una media del 13-15%! E così si continua a brancolare nell’inconsistenza nostrana in un siffatto sconnesso modo determinando alternanze governative palesemente incapaci d’auto reggersi essendosi auto(s)qualificate “Ectoplasmi” gli uni ed “Armata Brancaleone” gli altri, dove appunto per scarsa coesione ed omogeneità politica quanto per talora inconciliabilità programmatica, siffatte forzate coalizioni risultano incapaci di affrontare e sciogliere i veri e sostanziali nodi strutturali che attanagliano la gente dalle micro alle macro istanze e prossimità… Dove tutto continua a rimanere imbalsamato e/o racchiuso dentro blindati gusci mai sbrecciati ed aperti per liberalizzarne le prerogative, le prospettive e le opportunità….
    Quando la quotidiana realtà pretenderebbe rispetto a sempre nuovi e vecchi problemi nuove soluzioni poiché solo così si potrebbe ridimensionare la questione del “rimborso per ogni voto ottenuto alle elezione” dandogli l’opportuno appropriato contestuale senso e criterio funzionale “allocativo” senza ricorrere ad alcuna ulteriore artificiosa codificazione e/o decretazione!
    In quanto nella sua attiva applicazione il SEMIALTERNO eliminerebbe automaticamente (prevalentemente nella mandata a premio di maggioranza) alla radice ogni partitino - nanetto che si porrebbe in maniera a-funzionale quindi, non in maniera sinergico funzionale alla governabilità. Questo per l’appunto meglio risolverebbe la questione senza ricorrere ad alcun ulteriore artificio!
    Solo così tutto verrebbe da un mero speculativo marketing ridimensionato e ricondotto ad un più autocorrettivo realistico mercato delle opzioni politiche con la presentazione di programmi elettorali a più concreta fattibilità rispetto ai soliti speculativi faraonici programmi imbottiti di illusioni e di sogni del più spregiudicato “mercatismo creativo” gonfio delle solite bolle speculative che sta affossando l’economia mondiale!….
    Giacché un sistema completo e capace di schiudere il ciclo eliminerebbe da sé tutti questi saccenti nanetti facentesi pretestuosi ed arroganti “ago della bilancia” d’ogni situazione e/o pretestuosi opportunisti trasformisti antagonisti allorquando inseriti in eterogenee estese colazione delle quali siamo rimasti ultimamente più o meno consapevolmente testimoni pagandone evidenti onerose conseguenze e scotti per la solita volutamente mantenuta inconsistenza sfociatesi nella solita inconcludenza!
    Giacché questi atteggiamenti speculativi perpetrati dai partitini nanetti a scarsa consistenza elettorale possono facilmente permetterselo di perpetuarlo se li vengono ogniqualvolta offerte le opportunità: essendo l’occasione fare l’uomo ladro! E, per questi nanetti trovandosi inserititi negli attuali mantenuti modelli elettorali non può che diventare per loro una manna data la loro strutturale parzialità pieni di cricche e di buchi (da invidiare tutti i formaggi elvetici) dove comodamente potervici alloggiare con armi e bagagli, essendo dei modelli elettorali riproduttori di fittizia concorrenza quanto lo sono stati dal Mattarellum al Porcellum giacché essendo questi incompleti, limitati e limitanti non potranno che dare risposte limitate specialmente in efficacia governativa in quanto rispondenti a statuizioni formalmente corrette! (Weber)
    Pertanto, questi atteggiamento che detti partitini perorano non potrebbero permetterselo di perpetuarlo se fossimo inseriti in un sistema effettivamente competitivo quanto per completezza e completezza il sistema SEMIALTERNO esprime e che indurrebbe ricreare effettiva concorrenza a tutto tondo ed a tutto campo a 360°/365 gg l’anno!
    Poiché è con il sistema SEMIALTERNO che ci si permetterebbe imprimere al nostro Belpaese quel onorevole salto di qualità …atteso sin dall’estinzione degli statisti…. Introdurlo significherebbe effettuare quel balzo indispensabile a renderci competitivo a tutto tondo!… dato dal fatto che in qualsivoglia maniera si guardino le cose, ogni forma sociale sottende configurazioni di significato che corrispondono a metodi, prassi e processi attraverso articolazioni, stadi e livelli i quali che per rendersi sempre più efficaci ed efficienti pretendono nuove e più pertinenti configurazioni improntate al criterio dell’implementazione ed incrementale della qualità totale.
    Pertanto, per raggiunger questo si reclamano strutturali riduzione delle filiere per renderle sempre più corte ed il salto degli inutili “pit-stop” se non quelli previsti e suoi fisiologici rappresentate dalle cicliche tornate elettorali questo risulta indispensabile per velocizzarne le interazioni nella raccolta delle istanze alla loro risoluzione per determinare altrettanto velocemente le decisioni ed in ultima analisi massimizzare la Governabilità! al criterio che “better routes than roots”! In quanto in ogni campo ed in ogni ambito ci si è permessi di progredire talora saltando innumerevoli livelli e passaggi rispetto a precedenti arcaiche impostazioni (di modelli elettorali obsoleti) permettendo di addivenire a soluzioni precedentemente impensabili. E’ stato con un siffatto procedere che si sono effettuati notevoli miglioramenti raggiungendo innumerevoli progressi con lodevoli salti di qualità tali da scompaginare e talora rivoluzionare ogni vetusto schematizzazione di usuale riferimento: scientificamente testato ed in letteratura riportato!
    Giacché le novità si ottengono arrangiando in maniera inedita le cose del passato! (Monod) Alla stessa stregua… banalizzando è risaputo che anche i processi di miglioramenti dei motori per potenziarli nella resa si sono avvalsi della ricerca dove, le migliori prestazioni si sono ottenute attraverso continuative fruttuose implementazioni talora, arrangiando in maniera inedita la loro architettura strutturale; allorquando, ad esempio si sono raddoppiati il numero delle valvole e così si è potuto raddoppiarne la loro resa e così via continuando, ecc. pertanto anche l’ambito elettoral – istituzionale non può esimersi dal venirne coinvolto e diversamente articolato quanto il sistema semialterno prevede!
    Giacché il SEMIALTERNO ne rappresenta il vero “MUST” per una nuova più organica architettura elastico flessile elettoral – istituzionale esso rappresenta il vero salto di qualità necessario a poter imprime, in coerenza alla filogenesi dell’italica democrazia parlamentare al nostro Paese quel irrevocabile decoroso balzo di qualità necessario per rendere operativa ed ingenerare autentica competitività volta a riprodurre un effettivo clima a chiara e virtuosa concorrenza a tutto tondo verticalmente ed orizzontalmente Serve ad iniettare effettiva competizione quale elemento “sine qua non” indispensabile a mantenere continuativa ed incrementale efficienza (A. Smith)!
    Inoltre, essendo il SEMIALTERNO strutturalmente a “vocazione olistica” con esso si ridurrebbe ogni “GAP”:
    • giacché con un sistema elettorale completo meglio si catalizzerebbero e si potrebbero più velocemente risolvere le istanze riducendo la sempre più incolmabile distanza (gap) che separa la programmazione (pre-elettorale che si sta trasformando sempre più in un vero e propria marketing e sempre meno un mercato comparativo) a quella dei consuntivi ridimensionandone oggettivamente le reali fattibilità con effettivi riscontri sul campo e nello stesso loro svolgimento esecutivo del programma di governo nella legislatura di riferimento e post! Giacché da decenni abbiamo superare il cocente attuale stato di cumulo di “massa critica” che ha ormai raggiunto e superato per inerzia ogni pensabile livello d’inefficienza” i cui segni si perpetuano giorno dopo giorno nell’attuale staticità in cui ci dimeniamo aspetto sempre più evidenziato da ogni indice Istat ed Eurostat di riferimento che ci relegano ultimi in €uropa!
    • Così come si ridurrebbe lo “spaesamento” che si sta sempre allargandosi tra politica e società… dove il costante progressivo distacco ulteriormente protratto non potrà che aggravarsi ed ulteriormente carburare l’antipolitica… e, molti sembrano configurarsi i rifiuti/restituzioni delle schede e/o i ricorso contro il Porcellum!
    Pertanto, per non continuare a collassare ma, evolvere bisognerà minimamente capacitarsi sull’opportunità di meglio attrezzarsi anche con filtri e carburatori elettoral-istituzionali più potenti e pertinenti ai nostri tempi che ci consentano di alzare la tesa per concorrenzialmente permettere a chiunque di scendere nell’agone politico e giocare liberamente e democraticamente a tutto campo ed a tutto tondo!
    Il sistema SEMIALTERNO rappresenta il vero filtro-carburatore effettivamente bipolare concorrenzialmente aperto a tutte le possibili opzioni governative secondo una vera democrazia degli accessi dell’e,e,e,e… e non del genere blindato (a due soli cingoli) quanto un modello costrittore a bipartitismo chiuso e blindato a due soli esclusivisti partiti dell’“o, o” che resterebbe a continuativo rischio di una perniciosa inciuciata deterrenza volta a rinforzare e perpetuare la solita autoreferenzialità di casta!
    Quindi, per definitivamente cambiare e non restare sempre fermi e bloccati rispetto ad ogni altro paese dell’€urozone ed in balia della solita famelica “bramosia” di casta che non intende demordere frenando ogni nostra futura prospettiva soffocandoci nelle sue spire di quel suo solito gioco dell’oca in modo sempre più pressante dato che la pressione fiscale ha ormai raggiunto l’indecoroso livello del 44%. Ciononostante, detta cinica avidità di casta non ancora del tutto paga continua ad avvinghiarci in quel suo solito suo gioco dell’oca elettorale volutamente mantenuto incompleto per scacciare sin sul nascere ogni genere di concorrenza facendo di proposito cadere il gioco sempre nelle solite caselle mantenute in un siffatto parziale ed incompleto modo: caselle di compassati modelli elettorali dell’anatra zoppa dal Mattarellum al Porcellum ecc. Casta che per mantenere inalterate la sua ineguagliabile deterrenza tende rendersi sempre più intransitiva rispetto al modello elettorale che per essa come casta deve risultare e mantenersi sempre il più transitivo possibile per creare quel suo solito caotico ambaradam dove poterci al meglio nuotare nel massimo dei suoi “possibili” consolidati privilegi!… Giacché a pagare le spese sarà sempre Pantalone!
    Pertanto il problema deve essere affrontato alla radice per definitivamente potersi sbarazzare di questa irremovibile e sempre più ottusa e miope casta politica rappresentata incarnata da una siffatta famelica oligarchia di un’autoreferenzialità fattasi ormai pura assoluta deterrenza che si regge sul mantenimento pernicioso e speculativo dell’attuale inconsistenza sistemica aspetto rilevato anche dalla CEI e dai sempre maggiori appelli…..
    Aspetti dedotto semplicemente dal come intende la casta intende perpetuarsi date le blindate modalità elettorali con le quali praticamente si ripropone alle prossime elezioni avendo vanificato ai cittadini ogni libertà democratica espressiva di scelta propinandoli liste chiuse e bloccate in totale contrasto con gli stessi principi che gli articoli che la nostra Costituzione attesta sin dagli ingressi!
    Casta che anziché adoperarsi per il bene del paese irresponsabilmente si permette di sempre buttar ogni occasione alle ortiche per così mantenerci nella solita sua sistematica blindante inconcludenza fattasi regime per perpetuare quel suo solito gioco dell’oca elettorale cui è avvezza per così meglio e più copiosamente come casta specularci!
    Un nostrano modo rispetto a quanto certamente un maggior senso “teutonico” di responsabilità e d’appartenenza (con o senza l’istituto della sfiducia costruttiva) avrebbe permesso diversamente risolvere prodigandosi a minimamente cambiare il Porcellum l’attuale legge elettorale prima di eventualmente rimettersi a nuove elezioni! Ma da noi non vigendo alcun obbligato (teutonico istituto) senso d’appartenenza, se non quello della mera convenienza speculativa di casta, tutto e tutti possono permettersi di buttare ogni cosa sempre allo sbaraglio! Questo è il vero vigente italico sistema di casta attualmente fattosi regime!
    In quanto sia per la destra quanto per la sinistra le liste bloccata in Parlamento alla casta permette di confermare e rinforzare la propria oligarchia degli “apparatik” della nomenklatura! Essendo la casta sotto questo profilo ben accorta e ben consapevole dove giocandoci in continuazione in un siffatto modo cercherà di farlo così perpetuare al criterio del frullare sempre ed in continuazione le regole (leggi, meccanismi elettorali) e non viceversa mettersi in competizione (“facendosi frullare”) attraverso effettivi concorrenziali confronti, frutto di completi (meccanismi) sistemi elettorali –SEMIALTERNO- a bipolarismo aperto, in un vero leale aperto, trasparente e sincero confronto a tutto tondo e non ricorrendo alle solite “sicurezze” sponde e/o paracadutamenti ed altre diavolerie e/o prerogative di casta con liste bloccate!
    Pertanto, così continuando la casta potrà permettersi di arrogarsi l’esclusività gestionale di quel solito perverso anacronistico inconcludente meccanismo fatto di alterni sconnessi scellerati cicli a ricorrenti referendari* ritagli…
    (oltretutto con uno squilibrato istituto referendario così mantenuto per il solo verso emendativo e mai per quello propositivo “quanto un ovvio controbilanciamento lo pretenderebbe per ripristinare un minimo di organica “fisiologia sistemica” Ma la modalità propositiva “non si può fa!” qeusto risulterebbe totalmente contrarie e d’impiccio ai principi fondamentali di tutela per la casta stessa in quanto per essa le proposte, le opinioni, le esigenze, le istanze dei cittadini devono essere tenute in continuativa refrigerazione ovvero, alla larga in quanto guasterebbero il normale “svolgersi gestionale” dei privilegi in corso di una siffatta eletta nomenklata casta!)
    Pertanto si continua con ciclici sconnessi alterni referendari ritagli che la casta può comodamente permettersi talora di rimandarne a nuova data pur essendoseli indetti… il tutto ovviamente resta funzionale ad infarcire l’ambaradam ed a mantenersi l’albero della cuccagna “elettorale” sempre più imbandito… con liste bloccate e/o con volatilizzatesi pirateschi o corsari tesoretti sfumatesi in itinere, trasformatisi in ulteriori autofinanziamenti dato che alla prossima tornata elettorale si superano per l’autofinanziamento elettorale ben i 425 milioni in €uro, ecc.!
    …Ovviamente non servono tanti scrupoli per capire che alla casta conviene mantenere le solite affidabili perverse modalità nel complesso per talora “potare” con opportuni referendum, a proprio pro, come casta, la legge elettorale in corso, seguita da rimaneggiamenti attraverso inconcludenti e fumose Bicamerali o Governi formalmente istituzionali… per infoltire o ritoccare con “pizzini” d’aggiunta od in sottrazione le stesse leggi elettorali con ibridismi ortopedici meticciati: Mattarellum Porcellum…
    Commistioni alle quali, far succedere pre-confezionate pedisseque stereotipati monodirezionali (a scarsa risucchiata o drenata concorrenza e/o mantenere in un siffatto slegato modo mandate elettorali (nel suddetto finanziamento a pioggia) per rimettere sempre insieme tutto questo caotico “ambaradam” e mantenerlo perpetuo per poter far aumentare ed accrescere le solite sacche d’impunità (indulti, prescrizioni, monopoli, ecc. ) e/o nicchie d’autoreferenzialità e così al meglio come casta ulteriormente perpetuarsi nello spazio tempo!
    Il SEMIALTERNO rappresenta una nuova prospettiva per definitivamente con un balzo d’orgoglio liberarci dall’imperante impaludamento e parassitismo per definitivamente tagliare con l’autoreferenzialità di CASTA fattosi regime! SEMIALTERNO il vero sistema a bipolarismo aperto per liberalizzare la crescita per rendere il paese intrinsecamente più competitivo e conseguentemente estrinsecamente più concorrenziale nella compagine mondiale!
    Pertanto solo un salto di qualità potrebbe definitivamente invertire la rotta e permetterci di riscattarci da una siffatta di casta tenutaria, costrittiva prigionia… ovviamente non senza una carica d’orgoglio per poter superare l’attuale anacronistica autoreferenzialità che diversamente si trasformerà sempre più in un’irreversibile più o meno consapevole a “moto perpetuo” ulteriore ripristino di una perpetua schiavitù!!!? Allora, serve montare un nuovo motore completo quanto il sistema elettorale SEMIALTERNO propugna per cambiare musica e suonatori e non continuare a venir suonati come cittadini da una casta che ci propina i soliti manipolati parziali modelli di casta che ci schiacciano incollandoci sul loro solito tappeto verde per detenere sempre più in un siffatto modo la nostra democrazia al verde!
    Giulio Mancabelli
    P.S.: Proprio perché nella compagine mondiale molti e vari sono i modelli elettorali in attuazione intrinseco segno della loro perfettibilità, oltretutto sapendo che “volere è di per sé potere!” sarebbe decretare effettivamente la fine della storia pensare che per le italiche genti sul versante elettoral-istituzionale l’evoluzione morfogenetica si sia ormai così conclusa?!

    Commento di giulio mancabelli - Il 25 Marzo 2008 alle 17:50

  6. […] La politica low costCerto, lui non pensava alla P2 (forse) e sbaglia a criticare così Veltroni. Il modo di fare politica che luca descrive tanto bene nel post è endemico, non circoscritto a qualche leader. […]

    Pingback di La dittatura prossima ventura « Ilcomizietto - blog - Il 1 Aprile 2008 alle 12:16

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